Nei giorni scorsi sono stati inviati gli avvisi di chiusura delle indagini preliminari. Indagini che hanno riguardato diciannove capi di imputazione a vario titolo (iniziando dalla lettera “a”, praticamente era finito quasi l’alfabeto). Reati commessi, secondo l’accusa, da cinque persone che sono tutte a piede libero (identità dei destinatari non diffuse non essendo certo che tutti ne abbiano avuto notifica). Esauriti i venti giorni a disposizione per le eventuali dichiarazioni, si procederà con la decisione: o rinvio a giudizio, o proscioglimento, per tutti o per alcuni.
L’indagine è relativa ad un’attività, presunta, di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione a Martina Franca, nel centro storico o in campagna, risalente a vari mesi del 2012, con le ragazze che venivano “reclutate” oppure si affidava loro in affitto o subaffitto, i locali per esercitare il meretricio. O ancora, la contestazione nei confronti di uno dei cinque è quella di essersi spacciato per carabiniere, al fine di un rapporto sessuale con una delle prostitute, pressoché tutte sudamericane quelle citate nel documento delle indagini. Ci sono anche capi di imputazione in cui sono citati, non quali indagati, travestiti.
In cinque rischiano il processo. Fino a prova del contrario, e fino a sentenza passata in giudicato, va ricordato che c’è la presunzione di innocenza.