Stralcio ddel comunicato diffuso dal sindacato di polizia penitenziaria Sappe:
Sembra non voler finire la maledizione che avvolge il carcere di Foggia che ne ha fatto il penitenziario con maggior suicidi(5) della nazione dall’inizio dell’anno. A tre mesi circa dall’ultimo suicidio, questa notte un giovane nigeriano di quasi 40 anni arrestato giovedi 17 novembre per concorso in estorsione, rinchiuso nel reparto accoglienza del carcere di foggia con il suo coimputato, si è impiccato. Purtroppo l’agente in servizio nel reparto ha cercato di salvare il detenuto intervenendo prontamente, ma il nodo al collo fatto con le lenzuola che aveva appeso alle grate del bagno, non ha lasciato scampo. La cosa che ci lascia sgomenti è che questa mattina lo stesso doveva essere accompagnato in tribunale ove si sarebbe dovuta celebrare l’udienza di convalida dell’arresto, e forse avrebbe potuto ottenere anche la libertà. Fa ancora più male sapere che Amas (questo sarebbe il nome del detenuto), non sarebbe dovuto nemmeno entrare nel carcere di Foggia , poiché secondo la legge Severino(porte girevoli) vecchia di anni ma mai rispettata, un arrestato deve essere portato in carcere dopo l’udienza di convalida, e non prima. Dobbiamo anche denunciare che da tempo il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, denuncia la necessità di chiudere la sezione maledetta (tre suicidi) , poiché offende i diritti minimi di dignità delle persone che vengono rinchiusi in stanze fatiscenti, molte delle quali con il bagno a vista e senza alcuna privacy .