Il 30 giugno, cioè domani, è il termine di riferimento per sapere se i Comuni pugliesi non ancora in regola con la percentuale minima di raccolta differenziata dei rifiuti, dovranno pagare l’ecotassa. Ovvero: chi non ha raggiunto finora il minimo, ha l’obbligo di incrementare del 5 per cento rispetto al passato la quantità di raccolta differenziata. Altrimenti scatta l’ecotassa, una cosa da circa 28 euro a tonnellata destinata a finire, inevitabilmente, nella cartella esattoriale dei rifiuti di ciascun contribuente. Insomma pagheranno i cittadini. L’ecotassa, pertanto, è da evitare. Nei giorni scorsi l’Amiu, la municipalizzata di Taranto, ha annunciato di avere raggiunto l’obiettivo dell’incremento ma un po’ovunque in Puglia (dove i Comuni già in regola con i minimi di legge sono un po’pochi) è una corsa contro il tempo per incrementare nel modo fatidico la percentuale di raccolta differenziata.
Singolare il caso di Martina Franca, dove l’assessore ha perfino esortato a tenere le immondizie in casa in questo ultimo finesettimana di giugno e anche per domani, e gettare i rifiuti (quelli indifferenziati) martedì, così finiscono nel conto del mese prossimo e non incrementano la quantità per il mese di giugno. A Martina Franca, oggi da mattina a sera, raccolta del vetro e della carta in piazza D’Angiò. L’impressione è quella di essere sul limite, per raggiungere il risultato, ma di non esserci ancora, così la popolazione viene chiamata a uno sforzo finale consistente.