Di seguito un comunicato diffuso dal sindacato di polizia penitenziaria Sappe:
Questa volta il drone che è caduto appena attraversato il muro di cinta vicino alle sezioni detentive portava droga e telefonini, compresi quelli con cui i detenuti si divertono postando video su tik tok. La scoperta all’alba di ieri mentre i poliziotti effettuavano un giro di controllo all’esterno delle sezioni detentive, poichè la totale mancanza di una vigilanza esterna consente ai detenuti di padroneggiare a loro piacimento mentre i pochi poliziotti in servizio fanno quello che possono con grande professionalità . Il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, in più occasioni ha denunciato questo pericolo che nelle ore notturne riesce a saltare qualsiasi controllo ed arrivare fino nelle stanze dei detenuti con il suo carico di prodotti vietati poiché sul muro di cinta non c’è più nessuno. Forse al DAP sono molto più interessati a fare i progetti delle case dell’amore che ridare sicurezza alle carceri ed ai cittadini. Tutti noi ci domandiamo a fronte di un drone caduto poiché male indirizzato, quanti ne completano il tragitto arrivando alle finestre delle stanze dei detenuti? E se oltre ai telefoni, droga, decidono di far entrare armi ed esplosivi, cosa succederà? Eppure sia l’esperienza dei poliziotti che la tecnologia permetterebbe di abbattere questo pericolo, però ciò non avviene, perché? Perché si cerca di trovare i soldi delle case dell’amore ai detenuti e non si mettono davanti alle finestre delle barriere anche trasparenti che blocchino i droni, oppure si attivino dei sistemi che disturbino le frequenze radio attorno al carcere? Più andiamo avanti e più si capiscono le scelte di una certa politica che mette il veto a chi seriamente vuole combattere la delinquenza, a favore di figure che cercano di ribaltare il carcere difendendo caino e mortificando abele. Si è chiesto il capo del DAP perché la delinquenza sceglie sempre di più quelle carceri come Taranto che è il più sovraffollato della nazione ma nel contempo il meno presidiato, per compiere questi gesti che irridono le persone oneste e perbene. Infatti a Taranto un solo poliziotto deve gestire nelle ore serali, circa 200 detenuti e tre sezioni detentive, per cui è praticamente impossibile vigilare o tentare di fermare queste situazioni. Ma il Capo della Polizia Penitenziaria non dovrebbe preoccuparsi di tutelare i propri uomini invece di mandarli allo sbaraglio senza alcuna difesa? Nell’ultima settimana decine di eventi critici con poliziotti aggrediti, picchiati, fratturati senza che ciò abbia interessato la maggior parte dei massmedia pronti a dedicare ore di trasmissione e fiumi di inchiostro per denigrare il lavoro della polizia penitenziaria o dei poliziotti appena ne capita l’occasione. A questi campioni di democrazia alla rovescia dedichiamo una breve passerella di poliziotti picchiati ed aggrediti, ricordando loro che i servitori dello stato che per 1600 euro al mese prendono botte e rischiano la vita, lo fanno anche per difendere la loro libertà.