“Un carico di granoturco ucraino contaminato da diossina, sostanza altamente tossica e cancerogena. Oltre ventimila tonnellate di mais arrivate a marzo al porto di Ravenna destinate ai mangimifici e agli allevamenti italiani, rintracciate e bloccate”. È la denuncia che arriva dal sito d’informazione PeaceLink, e che trova conferma in ambienti sanitari e al ministero della Salute. L’Ausl della Romagna ha attivato (riferisce ilfattoquotidiano.it) il sistema di allerta rapido nei confronti di ventimila tonnellate provenienti dall’Ucraina. Alessandro Marescotti, il tarantino responsabile dei Peacelink, chiede al governo di fare chiarezza e sulla reale dimensione del rischio. L’allerta rapido ha scongiurato rischi stavolta, sempre fermo restando che il governo è chiamato a dettagliare l’accaduto. Ma serve, secondo Marescotti, un’ulteriore garanzia: il controllo obbligatorio e il marchio Dioxin free, proprio come quello Ogm free. Darebbe la possibilità alle aziende di certificare i propri prodotti come liberi da diossina.