Sbarcati a Taranto oggi pomeriggio, 1171 migranti. Siriani soprattutto; e palestinesi, africani. Erano stati salvati nei giorni scorsi al largo delle coste siciliane, la nave San Giorgio li ha condotti nel porto pugliese. Qualche ora, o qualche giorno al massimo, di soggiorno nel capoluogo o in provincia, poi via verso il nord Italia o il nord Europa, la meta vera.
Sesto sbarco in tre settimane a Taranto, quello odierno. Siamo a quasi seimila migranti. A loro è andata bene. I trenta che la scorsa notte sono morti asfissiati, nel barcone al largo di Pozzallo (Rg) non hanno ora neanche lo spazio per le celle mortuarie. La tragedia della migrazione, con molte migliaia già pronte a partire dalla Libia o da altre coste africane, spesso, dopo aver fatto un interminabile viaggio anche dal medioriente (Siria, Libano) o anche da più lontano ancora, come Pakistan, Afghanistan, Paesi africani subsahariani, è una tragedia incessante. E l’Italia è sola. Molte polemiche politiche, sempre più dure, nel nostro Paese, che intanto è lasciato a sbrogliarsela da solo, da un’Unione europea in cui non c’è stata la bravura di andare a dire che non si iniziava nessun discorso, se prima non si fosse risolta la tragedia delle migrazioni, con un’accoglienza europea, e non solo italiana, di queste centinaia di migliaia di persone.